venerdì 10 aprile 2015

LA SOLFATARA; SAPRA' SORPRENDERVI!



Storia, geografia, geologia, chimica, fisica e biologia condensate all'interno di un unico luogo, con la possibilità di assistere dal vivo a fenomeni scientifici di grande interesse.
E' il Vulcano Solfatara di Pozzuoli, nei Campi Flegrei.
Il millenario cratere di un vulcano ancora attivo nel quale è possibile effettuare visite scolastiche guidate, alla scoperta dei tanti punti di interesse che ne fanno parte.
E' in corso la campagna prenotazioni 2015 rivolta a tutte le Scuole, pubbliche e private, di ogni ordine e grado.
Ci sono tante possibilità e offerte, dedicate sia agli alunni che agli insegnanti, per poter accedere a condizioni vantaggiose.
Per approfondire l' argomento, richiedere maggiori informazioni o prenotare direttamente la visita guidata, è sufficiente visitare il sito web: www.guidesolfatara.com

venerdì 3 aprile 2015

UN PO' DI DOCUMENTAZIONE CIRCA LE TRADIZIONI DI PASQUA



“Quanto è splendido il digiuno 
Che si adorna dell’amore
Spezza generoso il tuo pane con chi ha fame
Altrimenti il tuo non è digiuno, ma risparmio”


Il Giovedì Santo e l’antica tradizione d’ ‘o struscio a via Toledo struscio è una tradizione del Giovedì santo che consiste nel visitare i sepolcri, ovvero le solenni esposizioni del Santissimo, allestite in occasione della settimana santa.




La pastiera è una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, zucchero, uova, grano bollito nel latte e aromi che, stando alla ricetta classica, sono: cannella, canditi e scorze d'arancia.
Le massaie napoletane la preparano solitamente il giovedì santo (quando per cena si mangia la zuppa di cozze) o il giorno seguente, anche se è possibile acquistarla in tutte le pasticcerie della città.
 La Pastiera e Partenope - C'è una leggenda che lega la pastiera alla sirena più famosa di Napoli. Il dolce proviene infatti dalle usanze pagane e dalle offerte votive della primavera. Probabilmente la leggenda è legata al culto di Cerere, divinità materna della terra e della fertilità, le cui sacerdotesse usavano portare un uovo in processione. L'uovo è infatti, nell'allegoria classica, simbolo di rinascita, poi ereditato dalla tradizione cristiana. E proprio nei conventi dei vari ordini cristiani, come avvenne per la "Santa Rosa" nel convento di Furore, la ricetta fu perfezionata giungendo a noi così come la conosciamo oggi. Particolarmente famosa divenne la pastiera delle suore del convento di San Gregorio Armeno. Tornando al legame tra la pastiera e la sirena, la leggenda vuole che gli abitanti della città decisero un bel giorno di ringraziare la sirena dopo aver ascoltato uno dei suoi dolci e melodiosi canti. Per ringraziarla, sette belle fanciulle furono incaricate di consegnarle doni della natura: farina, ricotta, uova, grano, acqua di fiori d'arancio, spezie e zucchero. La sirena consegnò le offerte agli dei che, rimescolando "divinamente" gli ingredienti, li restituirono sotto forma di pastiera. E come per il Casatiello anche la pastiera trova menzione ne La Gatta Cenerentola di Giambattista Basile, una delle fiabe del Pentamerone.


Storia del casatiello napoletano: sapore locale tutto da gustare!
Pasqua è sempre più vicina e non possiamo certo farci cogliere impreparati! Dopo la ricetta delle gustose cozze del periodo prettamente quaresimale, ripercorriamo la storia del rinomato casatiello.
La ricetta del casatiello è leggermente differente da quella del suo gemello eterozigote, l’altrettanto noto tortano, in quanto quest’ultimoviene consumato regolarmente durante tutto l’anno. Simbolo della Pasqua, invece, il casatiello si ripresenta esclusivamente nella festa dedicata alla resurrezione. Com’è evidente, la data di questa celebrazione cambia ogni anno, ma la sua tradizione culinaria, ben radicata nella nostra società, resta sempre la stessa!
Vi è anche una terza ricetta, quella del casatiello vesuviano, leggermente diversa dal casatiello napoletano di cui sopra parlavamo.
In realtà, casatiello e tortano si distinguono per un’ulteriore caratteristica: l’uso delle uova. Nel casatiello le uova vengono inserite con l’intero guscio a metà tra l’impasto e l’esterno; nel tortano esse, invece, dopo essere state rassodate e sgusciate, sono disposte totalmente all’interno dell’impasto.
Ma perché queste diverse disposizioni? In particolare la forma del casatiello (e dunque anche le modalità d’inserimento delle uova), in questo modo, ne spiega bene il consumo prettamente pasquale: esso è simbolo della corona di spine alla quale fu costretto Gesù; in più le uova sono ricoperte da una croce di pasta, proprio a ricordare il martirio da Lui subito. Per essere più precisi, l’uovo in sé simboleggia proprio la resurrezione di Cristo, che rinasce così come il pulcino allo schiudersi del guscio.
E non solo, ma anche altri componenti hanno un legame particolare con il sacro cristiano ed il profano pagano: ad esempio, il pecorino si ottiene con il latte di pecora, di cui si nutre il piccolo di pecora, ovvero l’ agnello, e l’agnello, prima di essere simbolo della carne del Salvatore, era sacrificato agli dei per i loro rituali pagani.
Questa torta salata prende il nome in prestito dal termine dialettale “formaggio”; tra gli altri, uno degli ingredienti principali di tale prelibatezza. Un rustico antichissimo che si nasconde anche tra le righe di celebri racconti quale “La Gatta Cenerentola” di Giambattista Basile del XVII secolo.
Del casatiello esistono numerose altre varianti non salate, bensì dolci, una particolarmente degna di nota è quella tipica dell’isola di Procida, attorno alla quale ruota un mistero: il mistero degli ingredienti. Ogni famiglia, infatti, possiede una ricetta antica e tradizionale che si tramanda di padre in figlio e non viene rivelata né a parenti né ad amici.

domenica 29 marzo 2015

Premio Letterario



PARTECIPA alla XVI edizione del Premio Letterario Internazionale di Poesia edita e Inedita -
"Tra le parole e l'infinito"
scarica il regolamento - www.traleparoleelinfinito.com SCADE IL 30 aprile 2015

martedì 24 marzo 2015

Ora legale in Italia


Nel 2015 l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02:00 del 29 marzo
e terminerà alle ore 03:00 (ora legale) del 25 ottobre


L'ora legale fu introdotta in Italia nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, e fu applicata nelle estati successive fino al 1920.
Considerata dai più una drastica misura d'emergenza, di guerra, occorse appunto attendere il 1940 (Seconda Guerra Mondiale) per la sua reintroduzione: dal 14 giugno del 1940 (4 giorni dopo l'entrata in guerra dell'Italia) essa rimase ininterrottamente in vigore sino al 2 novembre 1942, e fu poi replicata (nel 1944, in verità, solo nel territorio della Repubblica Sociale Italiana) per gli anni seguenti fino al 1948.
Quasi dimenticata, l'ora legale tornò in vigore sedici anni dopo, nel 1966 e da allora viene applicata ogni estate.
L'ora legale e' applicata in osservanza di specifiche prescrizioni di legge, trovando il suo attuale riferimento normativo principale nella "Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001, concernente le disposizioni relative all'ora legale" (in G.U.E. 2 febbraio 2001, n. L 031).
Questa direttiva riassume le disposizioni dell'ottava direttiva 97/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 1997 (che "ha introdotto una data e un'ora comune, in tutti gli Stati membri per l'inizio e la fine del periodo di ora legale degli anni 1998, 1999, 2000 e 2001") e sancisce inoltre:
si intende per "periodo dell'ora legale" il periodo dell'anno durante il quale l'ora è anticipata di 60 minuti rispetto all'ora del resto dell'anno;
a decorrere dall'anno 2002 in ciascuno Stato membro il periodo dell'ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell'ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell'ultima domenica di ottobre.
Nel 2015, l'ora legale in Italia entrerà in vigore alle ore 02.00 del 29 marzo e terminerà alle ore 03.00 (ora legale) del 25 ottobre.

21 marzo, Papa Francesco a Napoli



Il 21 marzo, oltre alla primavera, a Napoli è giunto Papa Francesco, con il suo messaggio di pace e di fratellanza. E' significativo che abbia scelto di trascorrere la sua giornata tra Scampia, la più grande piazza di spaccio della droga d’Europa, il carcere di Poggioreale dove ha pranzato con i detenuti, l’incontro con gli ammalati nella chiesa del Gesù nuovo ed infine il bagno di folla sul lungomare con i giovani, il futuro della città.
La sua benedizione "'A Maronna t’accumpagna” sia viatico per i Napoletani nel lungo viaggio dal buio delle tenebre verso la Luce.
Achille della Ragione

sabato 21 marzo 2015

Giornata mondiale della Poesia



Il 21 marzo, primo giorno di primavera, l’UNESCO celebra la Giornata mondiale della Poesia. Istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 è stata celebrata per la prima volta il 21 marzo dell’anno seguente e, da allora, sempre, in tutte le nazioni aderenti all’UNESCO e con crescenti significati e valori. Oggi la Giornata vuole riconoscere all’espressione poetica, allargata alle sue varie forme di creatività, un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale e, quindi, della pace, della giustizia e della dignità umana in tutte le parti del mondo.
La Giornata Mondiale della Poesia riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella creatività letteraria ed artistica. Anticipando questo evento UNESCO giovedì 19 marzo c'è stato un RADUNO di amici poeti in Via Solimena 15 Napoli.
Presso il circolo Ar.Cu.M. chiunque è potuto salire sul palco per declamare composizioni originali o di altri autore, in modo da condividere con altri lettori o curiosi, dei versi che ci hanno segnato, dietro ai quali, come spesso accade, si cela la nostra personalità!
La recitazione delle poesie presentate è stata intervallata da brani musicali a ben rappresentare così il connubio fra tre arti sorelle, espressive di sensibilità poetiche profonde dei singoli artisti.
Tra le tante poesie presentate vi proponiamo:

SCUGNIZZI
NU’ SCUGNEZZIELLO, POCO CCHIU’ E’’ DDIEC’ ANNI
UOCCHIE PROFONDE, VISPI E’ MALANDRINI
TANT’ERA SICCO, ABBALLAVA DINT’ E’’ PANNE,
MA’ ER’ O’’ CAPOBANDA, DA’ MARINA…..
SEMP’NA’ PRETA, N’ SACCA A’’ GENNARINO,
COPPOLA N’ CAPO, E’’M’ MANO NA’ SPADELLA,
JUCAV’ A’’ GUERRA, PE’ VICHE E’ PE CIARDINE,
E’ SEMP’ ANNANZO, FACENN’ A’’ GUAJNE’ LLA …..
NU’ JUORNO, PO’ SENTETTE NA’ SIRENA,
NU’ FUJA FUJA PA’ VIA, PE’ SOTT’ O’’ FFUOCO,
GGENTE FERITA, CA’ FACEVA PENA,
VEDETTE A’’ MORTA N’ FACCIA, A’’ POCO A’’ PPOCO
FERNETTE E’’ FA’ O’’ SCUGNIZZO (GENNARINO)
PUSAJE N’ TERRA E’’ PPRETE, E’ A’’ SPADELLA,
CU’ NU’ MUSCHETT’APPIS’ ARET’ E’’ RINE,
E’’ CU’ NA BBOMB’ A’’ MMANO, JNT’ A’’ SACCHELLA…..
E’ CU’ LL’ ATI GUAGLIUNE DO RIONE,
DEVE FILO DA TORCERE E’’ S T R A N I E R E,
CA’ A’’ CASA NOSTA, FACEVANO E’’ PADRONE,
COMM’ ERA STATO AJERE, E’’ LL’AUTRJERE,
MA’ CHESTA VOTA NO’ STRILLANNO FORTE,
SENZA PAURA, ANNANZ’ E’’ CARRARMATE,
SFIDANN’ OGNE MINUTE, PUR’ A’’ MORTE,
TENEVA CCHIU’ CURAGGIO E’ NU’ SURDATO…..
ERA LL’ AUTUNNO DO’ QUARANTATRE’,
LL’ URDEMA AZIONE E’’ GUERRA P’ O’’ GUAGLIONE,
NU’ SCUGNEZZIELLO, E APPENA DDURIC’ ANNE
CA’ CUMBATTEVA COMM’ A’ NU’ LIONE,……
LEVAJE A’’ SICURA, A’’ BBOMB A’’ MMANO
CHISSA’ CHE’ CCOSA JETT’ O’’ VIERZO STUORTO,
N’ TERRA NA’ MACCHIA E’’ SANGO, E’’ A’’ CUPPULELLA,
E’ GENNARINO RUMMANETTE MUORTO……
Peppino Esposito 7 febbraio 2014

Dedicata a Gennarino Capuozzo piccolo grande eroe della resistenza

Scugnizzi di Giuseppe Esposito

Giuseppe Esposito


giovedì 12 marzo 2015

Claudio Scarano

gessetti colorati su cartoncino

gessetti colorati su cartoncino

gessetti colorati su cartoncino

gessetti colorati su ardesia

gessetti colorati su ardesia

Ecco quattro opere realizzate, di getto, dal Maestro Claudio Scarano in alcuni incontri al circolo Arcum di via Solimena al Vomero.